La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato il nuovo bando dedicato ai progetti di trasferimento tecnologico, una misura pensata per sostenere le piccole e medie imprese che intendono trasformare risultati di ricerca già disponibili in nuovi prodotti, servizi o processi industriali.
L’obiettivo della misura è accompagnare le imprese nell’ultima fase del percorso di innovazione: quella che porta un’idea già validata in laboratorio a diventare una soluzione realmente utilizzabile sul mercato.
Sono finanziabili progetti che prevedono le seguenti attività:
− Sviluppo sperimentale: l’acquisizione, la combinazione, la strutturazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e di altro tipo allo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, compresi i prodotti, processi o servizi digitali, in qualsiasi ambito, tecnologia, industria o settore (tra cui industrie e tecnologie digitali, quali il supercalcolo, le tecnologie quantistiche, le tecnologie a catena di blocchi (blockchain), l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza, i big data e le tecnologie cloud o di punta). Rientrano in questa definizione anche altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi o servizi. Rientrano nello sviluppo sperimentale la costruzione di prototipi, la dimostrazione, la realizzazione di prodotti pilota, teste convalida di prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, effettuate in un ambiente che riproduce le condizioni operative reali laddove l’obiettivo primario è l’apporto di ulteriori miglioramenti tecnici a prodotti, processi e servizi che non sono sostanzialmente definitivi.
−Per Trasferimento tecnologico ai fini del bando si intende quel percorso operativo che porta un risultato di ricerca verso un’applicazione concreta in impresa, ossia l’insieme delle attività finalizzate alla valorizzazione e all’applicazione in impresa di risultati della ricerca già conseguiti, attraverso il loro adattamento, validazione, dimostrazione e integrazione in contesti produttivi o industriali reali, al fine di sviluppare nuovi prodotti o servizi.
Tutti i progetti dovranno prevedere la realizzazione di un prototipo funzionante o di un dimostratore come attività minima di realizzazione al termine del progetto.
Dovranno, inoltre, pena la non ammissibilità:
− essere basati su una soluzione innovativa, già individuata al momento della presentazione della domanda di agevolazione, ed originata all’interno di strutture di ricerca industriale e trasferimento tecnologico appartenenti alla Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna, Università, Enti di ricerca pubblici, anche esteri, con un chiaro impatto in termini di sostenibilità ed in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’agenda 2030, da descrivere nel progetto al momento di presentazione della domanda di agevolazione, evidenziandone il percorso di trasferimento tecnologico e di valorizzazione dei risultati della ricerca;
− prevedere una presenza significativa di attività di trasferimento tecnologico, chiaramente descritte e coerenti con gli obiettivi di valorizzazione e applicazione industriale dei risultati della ricerca, per almeno il 50% dei costi previsti dalle attività progettuali.
− prevedere il supporto per il trasferimento tecnologico da parte di una o più strutture di ricerca industriale e trasferimento tecnologico appartenenti alla Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna, Università ed Enti di ricerca pubblici, anche esteri, per un importo minimo complessivo di 40.000,00 euro.
Il Contributo a fondo perduto è del 25% per le attività di Sviluppo sperimentale e del 50% per le spese di trasferimento tecnologico.
Sono previste le seguenti premialità alternative tra loro del 10% per:
a) impresa che si impegni ad assumere almeno 1 ricercatore presso l’unità locale dove si svolge il progetto;
b) per i progetti che prevedono collaborazioni con le strutture di ricerca industriale e trasferimento tecnologicoappartenente alla Rete Alta Tecnologia dell’ER pari ad almeno 40.000€.
Sono previste maggiorazioni del 5% per:
a) proponente con sede nelle aree individuate dal decreto “alluvione” o nelle aree individuate dalla carta degliaiuti o in aree montane;
b) Rilevanza della ricerca oggetto dell’intervento rispetto al tema della disabilità, dell’innovazione sociale edella qualità della vita e dello sviluppo sostenibile;
c) Rilevanza della componente femminile e giovanile in termini di partecipazione societaria e/o finanziaria.
Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarci.
