La Regione del Veneto rafforza il proprio impegno a sostegno dell’innovazione con un intervento dedicato al consolidamento delle start-up innovative già costituite. L’obiettivo è accompagnare le giovani imprese ad alta intensità di conoscenza verso una fase di crescita più strutturata, sostenendo il completamento del percorso di validazione tecnologica e di mercato e favorendo l’aumento della competitività del sistema produttivo regionale.
La misura si rivolge alle PMI iscritte alla sezione speciale delle Start-up innovative che abbiano già raggiunto un adeguato livello di maturità, sia sotto il profilo economico-finanziario sia sotto quello tecnico. Non si tratta, quindi, di un intervento destinato alla fase di avvio, ma di uno strumento pensato per realtà che abbiano già definito il proprio modello di business, analizzato il mercato di riferimento, validato il problema e la soluzione proposta e sviluppato un primo prototipo funzionante (Minimum Viable Product) testato in ambiente controllato.
Il bando sostiene progetti finalizzati al passaggio verso livelli più avanzati di maturità (IRL), con particolare riferimento alla validazione del prodotto o servizio in contesti reali o simulati, alla verifica del “market fit” e al consolidamento delle componenti strategiche del Business Model, fino alla dimostrazione su larga scala dell’efficacia del prototipo in ambiente operativo reale. In sostanza, la Regione intende supportare quelle start-up che stanno affrontando il delicato passaggio dalla sperimentazione alla piena introduzione sul mercato.
Dal punto di vista delle spese, l’intervento copre un ampio ventaglio di costi funzionali al progetto di consolidamento.
Sono ammissibili le seguenti tipologie di spese:
A) Beni immobili. Sono ammissibili i canoni di locazione relativi all’unità operativa in cui è svolto il progetto di locazione.
B1) Strumenti/attrezzature/macchinari/ impianti. Acquisto di macchinari, strumenti, attrezzature, purché strettamente funzionali all’attività d’impresa e agli obiettivi definiti nel progetto.
B2) Utilizzo di impianti, macchinari, strumenti e attrezzature. Canoni di locazione o noleggio, di beni strumentali necessari per la realizzazione del progetto.
C1) Acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore, marchi commerciali.
C2) Acquisizione o sviluppo di programmi informatici.
D1) Consulenze specialistiche di carattere tecnico-scientifico.
D2) Consulenze specialistiche di validazione del Modello di Business.
D3) consulenze specialistiche di accompagnament o alla brevettazione e alla tutela degli asset immateriali.
E) Spese di personale. Spese calcolate con un tasso forfettario del 20% della somma dei costi di cui alle precedenti macrocategorie.
F) Garanzie. Spese per eventuali garanzie fornite da una banca, da una società di assicurazione o da Consorzio di garanzia collettiva dei fidi (Confidi), purché relative alla
fideiussione o garanzia richieste per l’erogazione dell’anticipo.
G) Costi generali del 7%.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, a fronte di investimenti compresi tra 50.000 e 250.000 euro. L’intensità può salire al 60% qualora la start-up dimostri, per la realizzazione del progetto, l’ingresso di investitori esterni con un conferimento di capitale almeno pari al 20% del valore dell’investimento ammissibile. Si tratta di un elemento particolarmente interessante, che premia le imprese capaci di attrarre capitali e di rafforzare la propria struttura finanziaria.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 21 maggio 2026 e le spese dovranno essere sostenute successivamente alla presentazione della richiesta di contributo.
