Con la pubblicazione del decreto Facility Parco Agrisolare, il MASAF ha definito le direttive necessarie all’attuazione dell’agevolazione a fondo perduto atta a sostenere gli investimenti delle imprese agricole, zootecniche e agroindustriali nell’ambito della produzione di energia rinnovabile e dell’ammodernamento dei fabbricati produttivi in continuità con il Bando Parco Agrisolare pubblicato negli anni scorsi.
L’agevolazione a fondo perduto è pensata per sostenere le imprese agricole, zootecniche e agroindustriali nel percorso di transizione energetica, incentivando la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici produttivi e la contestuale riqualificazione energetica delle strutture esistenti. La misura, finanziata nell’ambito del PNRR, nasce con l’obiettivo di ridurre i costi energetici delle aziende, migliorare la sostenibilità ambientale delle attività produttive e favorire l’utilizzo di superfici già esistenti, evitando il consumo di nuovo suolo.
Possono accedere al contributo gli imprenditori agricoli, sia in forma individuale che societaria, le imprese agroindustriali e le cooperative agricole, comprese le cooperative e i consorzi. Il bando è aperto anche a soggetti costituiti in forma aggregata, come associazioni temporanee di imprese, reti d’impresa e comunità energetiche rinnovabili. Tutti i beneficiari devono essere regolarmente costituiti, iscritti come attivi nel Registro delle Imprese e in possesso di un DURC regolare alla data di presentazione della domanda.
Il Parco Agrisolare finanzia interventi da realizzare entro diciotto mesi e finalizzati all’installazione di impianti fotovoltaici su tetti strumentali all’attività produttiva, inclusi quelli destinati all’ospitalità agrituristica. Oltre alla realizzazione degli impianti, il bando consente di integrare interventi complementari per la riqualificazione e l’efficientamento energetico degli edifici, come la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, l’isolamento termico delle coperture e la realizzazione di sistemi di aerazione mediante tetti ventilati, interventi che contribuiscono anche al miglioramento del benessere animale.
Sono ammissibili le spese sostenute per la fornitura e l’installazione dei moduli fotovoltaici, degli inverter e dei sistemi di gestione, per l’eventuale accumulo dell’energia prodotta e per i costi di connessione alla rete elettrica. Rientrano inoltre tra le spese finanziabili le attività di progettazione, le asseverazioni tecniche, la direzione lavori e i collaudi, se affidati a professionisti esterni all’impresa. La potenza degli impianti deve essere compresa tra 6 kWp e 1.000 kWp, con un limite massimo di spesa ammissibile pari a 1.500 euro per kWp installato.
L’intensità dell’agevolazione varia in funzione della tipologia di intervento e del settore di appartenenza dell’impresa. Per le aziende dell’agricoltura primaria che realizzano impianti destinati all’autoconsumo, o all’autoconsumo condiviso in caso di aggregazioni, il contributo può arrivare fino all’80% delle spese ammissibili. La stessa percentuale è prevista per le imprese che operano nella trasformazione dei prodotti agricoli. Nei casi in cui l’energia prodotta ecceda i limiti di autoconsumo, oppure per le imprese che trasformano prodotti agricoli in prodotti non agricoli, l’agevolazione varia generalmente tra il 30% e il 65%, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.
Le date di apertura dello sportello saranno pubblicate nei prossimi giorni, per ulteriori informazioni non esitate a contattarci.
