MISE – In arrivo oltre 500 milioni per grandi progetti di Ricerca e Sviluppo
Sono in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale i due decreti con cui vengono rilanciati gli interventi agevolativi in favore dei grandi progetti di R&S, con una dotazione finanziaria complessiva di oltre 500 milioni di euro.
Il primo decreto rifinanzia su tutto il territorio nazionale interventi agevolativi a favore delle imprese che investono in grandi progetti di ricerca e sviluppo nei settori “Agenda digitale” e “Industria sostenibile”. La misura è finanziata dalle risorse del FRI, il Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti di Cassa depositi e prestiti, e del FCS, il Fondo per la crescita sostenibile del MiSE. Sono, inoltre, riservate agevolazioni per interventi riguardanti la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare.
I due bandi prevedono la concessione di un finanziamento agevolato a valere sulle risorse FRI a copertura del 70% delle spese ammissibili per le PMI e del 60% per le imprese di grande dimensione, a condizione che fosse associato ad un finanziamento bancario erogato da una delle banche convenzionate. Ogni proponente, inoltre, deve sostenere spese per almeno 3 milioni di euro. Al finanziamento si aggiunge un contributo alla spesa, a valere sul FCS, nella misura del 20% della spesa ammissibile.
Con il secondo decreto viene definita una nuova agevolazione a favore dei progetti di ricerca e sviluppo promossi nell’ambito delle aree tecnologiche Fabbrica intelligente, Agrifood e Scienze della vita. La misura si rivolge alle imprese che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria in tutto il territorio nazionale, con una riserva di 50 milioni dedicata alle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia. Sono inoltre previste agevolazioni nel settore del “Calcolo ad alte prestazioni” coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente. E’ previsto un contributo alla spesa e un finanziamento agevolato che saranno definiti esclusivamente mediante procedura negoziale.
Oltre alle imprese, possono partecipare in forma aggregata anche i centri di ricerca e e, ai progetti del settore applicativo Agrifood, saranno ammesse anche le imprese agricole.
Voucher per l’internazionalizzazione 2017
Il Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di favorire l’internazionalizzazione delle PMI concede contributi a fondo perduto sottoforma di voucher.
Il voucher deve essere utilizzato per l’acquisto di servizi di una figura specializzata (il cd. Temporary Export Manager o TEM) capace di studiare, progettare e gestire i processi e i programmi sui mercati esteri.
Sono previste due tipologie di agevolazioni:
Voucher “early stage”:
Voucher di importo pari a 10.000 euro a fronte di un contratto di servizio pari almeno a 13.000 al netto di IVA.
Il contratto di servizio, stipulato con uno dei soggetti iscritti nell’elenco società di TEM del Ministero, dovrà avere una durata minima di 6 mesi.
Il voucher è pari a 8.000 euro per i soggetti già beneficiari a valere sul precedente bando.
Voucher “advanced stage”:
Voucher di importo pari a 15.000 euro a fronte di un contratto di servizio pari almeno a 25.000 al netto di IVA.
Il contratto di servizio, stipulato con uno dei soggetti iscritti nell’elenco società di TEM del Ministero, dovrà avere una durata minima di 12 mesi.
È prevista la possibilità di ottenere un contributo aggiuntivo pari a ulteriori euro 15.000 a fronte del raggiungimento dei seguenti obiettivi in termini di volumi di vendita all’estero:
- incremento del volume d’affari derivante da operazioni verso Paesi esteri registrato nel corso del 2018, ovvero nel corso del medesimo anno e fino al 31 marzo 2019, rispetto al volume d’affari derivante da operazioni verso Paesi esteri conseguito nel 2017, deve essere almeno pari al 15%;
- incidenza percentuale del volume d’affari derivante da operazioni verso Paesi esteri sul totale del volume d’affari, nel corso del 2018, ovvero nel corso del medesimo anno e fino al 31 marzo 2019, deve essere almeno pari al 6%.
Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarci.
Regione Emilia Romagna – Accordi regionali di insediamento e sviluppo delle imprese
La Regione Emilia Romagna ha pubblicato un bando volto a sostenere programmi di investimento che rispondano agli obiettivi di interesse regionale, di elevato valore strategico, tali da accrescere la capacità competitiva delle filiere e del sistema produttivo regionale e la loro capacità innovativa, di produrre significativi effetti occupazionali diretti e indiretti, a livello quantitativo e qualitativo, nonché positive ricadute sul territorio in termini di impatto economico, di sostenibilità ambientale e sociale.
Possono partecipare al bando:
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le imprese singole che esercitano attività diretta alla produzione di beni e di servizi non ancora attive in Emilia-Romagna ma che intendono investire sul territorio regionale o le imprese già presenti con almeno una unità locale in Emilia-Romagna
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aggregazioni di imprese che esercitano attività diretta alla produzione di beni e di servizi non ancora attive in Emilia-Romagna ma che intendono investire sul territorio regionale o le imprese già presenti con almeno una unità locale in Emilia-Romagna, costituite in forma consortile prima della le presentazione della domanda.
Sono ammessi i seguenti programmi di investimento:
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Programma di investimento e sviluppo industriale o di servizi di interesse regionale con un impatto occupazionale aggiuntivo, di almeno 150 addetti
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Programma di investimento ad alto valore strategico con un impatto occupazionale aggiuntivo, di almeno 50 addetti di cui almeno il 40% laureati
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Programma di investimento per la creazione di Centri di ricerca e sviluppo e innovazione con un impatto occupazionale aggiuntivo, di almeno 20 addetti laureati
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Programma di riconversione produttiva, da parte di imprese con un numero di addetti pari a un minimo di 100 unità, che preveda un impatto occupazionale aggiuntivo uguale o superiore al 10% rispetto a quello iniziale dell’impresa interessata.
Il contributo regionale è a fondo perduto e dipende dalla dimensione dell’impresa e dalla tipologia di programma di investimento.
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Regione Emilia Romagna – Progetti di ricerca industriale strategica in ambito energetico
La Regione Emilia-Romagna intende valorizzare il ruolo dei laboratori e centri della Rete Regionale dell’Alta Tecnologia, come punto di riferimento del sistema regionale di innovazione e fattore cruciale per lo sviluppo del sistema produttivo anche nell’ambito energetico.
In particolare il bando punta a promuovere la realizzazione di progetti strategici di ricerca industriale rivolti a sviluppare nuovi prodotti e tecnologie per:
- nuovi sistemi di microgenerazione termica ed elettrica;
- sistemi di telecontrollo, riqualificazione e miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici;
- sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili;
- sistemi di stoccaggio dell’energia;
- riqualificazione delle infrastrutture energetiche nell’ottica delle smart grid
Possono partecipare al bando i raggruppamenti che comprendono laboratori di ricerca accreditati dalla Regione Emilia-Romagna.
Inoltre possono far parte del raggruppamento anche:
a) i centri per l’innovazione accreditati dalla Regione Emilia-Romagna;
b) altri centri e strutture operanti per il trasferimento tecnologico;
c) altri organismi di ricerca non accreditati ;
d) soggetti di natura pubblica o organizzazioni no profit configurabili come stakeholders del progetto e dei risultati previsti, in particolare Comuni ed altre amministrazioni locali.
I soggetti di cui ai punti c. e d. possono avere sede anche al di fuori del territorio regionale per una compartecipazione fino al10% alle spese del progetto.
L’inizio delle attività progettuali è stabilito convenzionalmente al 01/06/2016 e dovranno concludersi entro il 31/05/2018.
Il contributo massimo concedibile è di 1.000.000 euro fino al 70% per ricerca e sviluppo e fino al 100% per la diffusione e valorizzazione.
Fonte: Regione Emilia Romagna
Ministero dello Sviluppo Economico – Semplificate le procedure e i requisiti per accedere ai Contratti di Sviluppo
In attuazione dell’art. 3, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (cosiddetto DL Del Fare), concernente il rifinanziamento dei contratti di sviluppo, è stato adottato il decreto ministeriale 14 febbraio 2014.
Il decreto ha introdotto alcuni elementi di novità finalizzati, nel loro complesso, ad assicurare una maggiore coerenza dello strumento agevolativo al contesto socio-economico attuale; a semplificare e accelerare le procedure per la concessione delle agevolazioni per favorire una più rapida realizzazione dei programmi d’investimento; a dare una maggiore organicità alla normativa in materia, dispersa in vari atti, per facilitare l’accesso alle informazioni da parte delle imprese.
Tali elementi di novità riguardano principalmente:
- la tipologia dei programmi agevolabili, che sono ora tre: sviluppo industriale, tutela ambientale e sviluppo di attività turistiche (comprendente anche eventuali attività commerciali);
- la diminuzione del limite minimo dell’investimento agevolabile, ora pari a 20 milioni di euro per tutte le tipologie di programma;
- la semplificazione dell’iter procedurale, eliminando in particolare la doppia presentazione della documentazione da parte delle imprese (proposta di massima e, a seguito di una prima fase istruttoria, proposta definitiva);
- la definizione puntuale dei tempi e delle modalità per l’esecuzione delle attività di competenza del soggetto gestore, Invitalia S.p.a., e l’attribuzione allo stesso gestore del compito di approvare il programma di sviluppo attraverso una propria deliberazione.
Fonte: Ministero dello Sviluppo economico
Nuovo Credito d’Imposta per investimenti in Ricerca e Sviluppo
E’ operativo il nuovo credito d’imposta a favore delle imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo, nel limite complessivo di € 600.000.000 per gli anni 2014, 2015 e 2016.
L’agevolazione, le cui modalità operative saranno definite in un prossimo decreto, riconosce a tutte le imprese il 50% degli incrementi annuali di spesa nelle attività di ricerca e sviluppo, registrati in ciascuno dei periodi d’imposta a decorrere dal periodo successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013. Condizione essenziale è che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a 50.000 euro in ciascuno dei suddetti periodi d’imposta.
Quanto alle spese agevolabili, il legislatore ha previsto che vi rientrano il costo:
- del personale;
- dell’ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio;
- della ricerca svolta in collaborazione con università o organismi di ricerca, delle competenze tecniche e dei brevetti, acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne.
Il contributo sarà fruibile solo dopo presentazione di apposita istanza telematica.
Fiscalmente esso sarà rilevato nella dichiarazione relativa al periodo di imposta in cui è maturato, non concorrerà alla formazione della base imponibile Irpef, Ires ed Irap e potrà essere usato solo in compensazione.
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Regione Veneto – Contributi per progetti di ricerca e sviluppo
La Regione Veneto, al fine di migliorare la competitività delle imprese regionali, concede contributi a fondo perduto fino al 40% dell’investimento per progetti di ricerca e sviluppo.
l bando è rivolto alle PMI, singole o in consorzio, attive nei settori:
- C – ATTIVITÀ MANIFATTURIERE,
- D – FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA, GAS, VAPORE E ARIA CONDIZIONATA,
- E – FORNITURA DI ACQUA; RETI FOGNARIE, ATTIVITÀ DI GESTIONE DEI RIFIUTI E RISANAMENTO,
- F – COSTRUZIONI,
- J – SERVIZI DI INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE,
- M72 – RICERCA SCIENTIFICA E SVILUPPO.
Sono agevolabili progetti di:
- ricerca industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti;
- sviluppo sperimentale: acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati.
Sono ammissibili le seguenti tipologie di spesa:
- Costi del personale;
- Consulenze e collaborazioni tecnico-scientifiche;
- Acquisizioni di conoscenze esterne (Organismi di ricerca, laboratori altamente qualificati, Professori e ricercatori universitari, etc);
- Strumenti e attrezzature;
- Licenze per brevetti e software;
- Spese per deposito brevetti.
Le agevolazioni possono essere concesse secondo due modalità, alternative tra loro:
- a) agevolazione in forma mista: un contributo in conto capitale associato ad un finanziamento agevolato;
- b) agevolazione in forma singola: un contributo in conto capitale.
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Regione Emilia Romagna – Contributi a fondo perduto per le aree colpite dal sisma (Bandi definitivi)
La Regione Emilia Romagna, al fine di incoraggiare la ripresa nelle aree colpite dal sisma, concede contributi a fondo perduto per progetti di R&S nei settori dell’ITC e produzione multimediale, Biomedicale , Meccatronica e Motoristica, Agroalimentare, Ceramica e Agroalimentare.
Sono agevolabili:
– Progetti di ricerca industriale
– Progetti di sviluppo sperimentale
I progetti devono essere finalizzati al perseguimento dei seguenti obiettivi:
- l’avanzamento tecnologico dei prodotti, dei sistemi di produzione, dei sistemi organizzativi delle imprese;
- la diversificazione produttiva, anche verso l’ampliamento dei confini delle filiere stesse e la contaminazione delle tecnologie e delle loro applicazioni;
- la riqualificazione sostenibile delle imprese in termini di sfruttamento efficiente, razionale e pulito delle risorse energetiche e dei materiali, di sicurezza degli ambienti di lavoro, rispetto del territorio e salute dei consumatori.
Le spese ammissibili sono le seguenti:
- spese di personale impiegato in attività di ricerca, progettazione, sperimentazione ed in possesso di adeguata qualificazione (laurea di tipo tecnico-scientifico o esperienza almeno decennale nel campo della ricerca e sperimentazione);
- spese di personale impiegato in attività di produzione ;
- strumenti e attrezzature;
- servizi di consulenza, ricerca contrattuale, brevetti, etc.
- materiali e forniture per impianti pilota/prototipi ;
- spese generali.
Possono presentare progetti sia le PMI che le Grandi Imprese.
I territori interessati sono i seguenti:
Provincia di Bologna: Argelato – Baricella – Bentivoglio – Castello d’Argile – Castelmaggiore – Crevalcore – Galliera – Malalbergo – Minerbio – Molinella – Pieve di Cento – Sala Bolognese – San Giorgio di Piano – San Giovanni in Persiceto – San Pietro in Casale – Sant’Agata Bolognese
Provincia di Ferrara: Bondeno – Cento – Ferrara – Mirabello – Poggio Renatico – Sant’Agostino – Vigarano Mainarda
Provincia di Modena: Bastiglia – Bomporto – Campogalliano – Camposanto – Carpi – Castelfranco Emilia – Cavezzo – Concordia sulla Secchia – Finale Emilia – Medolla – Mirandola – Nonantola – Novi – Ravarino – San Felice sul Panaro – San Possidonio – San Prospero – Soliera
Provincia di Reggio Emilia: Boretto – Brescello – Campagnola Emilia – Correggio – Fabbrico – Gualtieri – Guastalla – Luzzara – Novellara – Reggiolo – Rio Saliceto – Rolo – San Martino in Rio
Per quanto riguarda le tempistiche, le domande possono essere presentate: dal 3 dicembre al 19 dicembre per i progetti di ricerca e sviluppo delle Pmi; dal 29 ottobre al 13 novembre per il filone acquisizione di servizi di ricerca e sperimentazione; dal 22 gennaio 2014 al 6 febbraio 2014 per i progetti di ricerca e sviluppo con impatto di filiera o previsioni di crescita occupazionale.
Per ulteriori informazioni non esitate a contattarci.