La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato un nuovo bando a sostegno delle imprese che intendono realizzare progetti di ricerca e sviluppo, introducendo al contempo nuove competenze qualificate all’interno dell’organico aziendale.
L’intervento è finalizzato a rafforzare la capacità innovativa del sistema produttivo regionale, favorendo l’integrazione tra imprese e mondo della ricerca, attraverso l’inserimento di personale altamente specializzato.
Possono presentare domanda le società di capitali di qualsiasi dimensione con sede in Emilia-Romagna. Le imprese partecipanti devono dimostrare una situazione economico-finanziaria adeguata, attraverso il rispetto di specifici parametri di bilancio oppure garantendo la copertura finanziaria del progetto mediante risorse proprie e finanziamenti bancari.
I progetti ammissibili devono essere orientati allo sviluppo di nuovi prodotti, servizi o sistemi di produzione, oppure all’introduzione di innovazioni rilevanti in ambiti già esistenti. Le attività devono inoltre risultare coerenti con le priorità strategiche regionali e avere un impatto concreto sulle filiere produttive.
Un elemento centrale del bando è rappresentato dall’obbligo di inserire in azienda nuove risorse dedicate alle attività di ricerca e sviluppo. I profili richiesti includono dottori di ricerca, dottorandi prossimi al conseguimento del titolo, oppure soggetti con precedenti esperienze di ricerca presso università dell’Emilia-Romagna, come assegnisti o ricercatori a tempo determinato.
L’assunzione deve avvenire con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno, a tempo determinato (di durata almeno biennale) o indeterminato, e deve riguardare personale non già presente in azienda.
Per quanto riguarda le spese ammissibili, il bando finanzia principalmente i costi del personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, calcolati su base oraria secondo i seguenti costi standard:
Alto – € 83,00 ora per i livelli dirigenziali;
Medio – € 47,00 ora per i livelli di quadro;
Basso – € 30,00 ora per i livelli di impiegato/operaio.
A questi si aggiunge una quota forfettaria pari al 40%, destinata a coprire gli altri costi indiretti del progetto. È previsto un investimento minimo pari a 100.000 euro.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che può arrivare fino a un massimo di 300.000 euro. L’intensità del contributo varia in funzione della dimensione dell’impresa e della tipologia di attività, distinguendo tra ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con percentuali più elevate riconosciute alle piccole e medie imprese.
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